Verità storiche: Gli Assassini
-Nizariti
I Nizariti, conosciuti anche come Setta degli Assassini oppure semplicemente Assassini (dall'arabo al-Hašišiyyun) furono una setta militante ismailita attiva fra l'VIII e il XIV secolo in Medio Oriente.

L'apice della loro attività lo si ebbe in Persia e in Siria a partire dall'XI secolo, in seguito ad una importante scissione della corrente ismailita avvenuta nel 1094 sotto la guida di ?asan-i ?abba?, detto "il Vecchio della Montagna", la cui roccaforte fu Alamut, nel nord della Persia, fra Teheran e il mar Caspio. Alla fine del medioevo questa setta scomparve, praticamente sommersa dal ramo principale dell'ismailismo.

-Gli inizi con ?asan ibn al-?abba?
All'inizio, i membri che in futuro saranno definiti "Nizariti" non erano che gli adepti dell'ismailismo in Iran, cioè una setta sciita minoritaria in un paese allora sunnita. Sotto la guida del loro capo carismatico, ?asan-i ?abba?, gli ismailiti presero nel 1090 il controllo del forte di Alamut ed estesero la propria influenza all'Iran e alla Siria.

Gli adepti venivano inquadrati nei vari gradi della setta, da novizio a Gran Maestro, secondo il loro livello d'istruzione, di affidabilità e di coraggio, seguendo un piano intensivo di indottrinamento e di addestramento fisico.

?asan terrorizzava i nemici attraverso gli omicidi individuali: membri della setta venivano inviati, singolarmente o a piccoli gruppi, con la missione di uccidere una persona importante. Le esecuzioni, per impressionare di più, erano condotte in pubblico, nelle moschee, preferibilmente il venerdì, giorno sacro dell'Islam. Di solito gli Assassini ( fida?i ) erano uccisi sul fatto. La serenità con cui si lasciavano massacrare fece pensare ai contemporanei che fossero drogati con hashish, donde l'appellativo di hashishiyyun o hashashin (= mangiatori d'erba), che produrrà il termine Assassini.

Nel 1094, alla morte del Imam fatimida del Cairo, al-Mustan?ir bi-llah, si aprì una guerra tra i due figli Nizar e Musta?li per la successione. ?asan si schierò con Nizar, ma i partigiani di quest'ultimo furono sconfitti in Egitto: fu la rottura tra gli ismailiti di Alamut e tutti gli altri (da qui il termine Nizariti). Sotto il severo governo di ?asan comunque i Nizariti prosperarono.

I Turchi selgiuchidi, che regnavano sull'Iran sunnita, costituivano tuttavia una minaccia costante. Essi intrapresero diverse campagne militari contro i Nizariti, ma senza grandi successi. Per reazione, ?asan aprì la campagna di esecuzioni mirate contro capi politici e militari. Una delle prime vittime fu il visir dei sultani selgiuchidi Ni?am al-Mulk, nel 1092.

Circa un secolo dopo, durante la Terza crociata, membri della setta degli Assassini cercarono di assassinare anche Saladino, all'assedio di Aleppo (22 maggio 1176).

?asan-i ?abba? morì ad Alamut nel 1124. Gli successe il suo luogotenente Bozorg-ummid (Grande speranza) e poi il figlio di questi, Mu?ammad I, nel 1138. La lotta contro i selgiuchidi proseguì in modo intermittente, con altri assassinî, tra cui quello del califfo abbaside al-Mustarshid nel 1135, e poco dopo di suo figlio al-Rashid nel 1136.

-La "Grande resurrezione"
Nel 1162 Hasan II successe a suo padre Muhammad I e sconvolse totalmente le idee religiose dei Nizariti. Durante il Ramadan del 1164 annunciò, nel nome dell' Imam nascosto, la Resurrezione (qiyama) ed abrogò la Legge islamica, particolarmente per il divieto di bere vino e per l'obbligo del digiuno. Il suo regno fu breve: fu assassinato 18 mesi dopo da un oppositore della nuova dottrina.

Suo figlio Muhammad II consolidò la nuova fede, giungendo a proclamarsi discendente diretto di Nizar, cosa che avrebbe fatto di lui un Imam.

Dopo la morte di suo padre nel 1210, Hasan III pose fine a questa eresia e restaurò la Shari?a. Tuttavia, a differenza dell'epoca di suo padre, i Nizariti si conformarono al rito sunnita, abbandonando lo sciismo.

-Il declino
In Iran, dopo il regno dell'instabile e violento Imam Muhammad III fino al 1255, suo figlio Khur-Shah si trovò a fronteggiare un nemico temibile: l'armata mongola guidata da Hulagu Khan, nipote di Gengis Khan, lanciata alla conquista del Vicino e Medio Oriente.

Nonostante diversi infruttuosi tentativi di assassinio, le truppe di Hulagu assediarono il castello dove Khur-Shah si era rifugiato ed egli finì per arrendersi, morendo lungo la via per la Mongolia. Malgrado una sporadica resistenza, gli altri castelli caddero o deposero le armi. Alamut fu raso al suolo e la sua preziosa biblioteca andò distrutta. Molti nizariti furono massacrati, compresa tutta la famiglia dell'Imam, tranne un figlio di Khur-Shah che si riuscì a portare al sicuro per garantire la successione dell'Imam.

-I discendenti
Poco si sa della storia dei Nizariti nel periodo che seguì le distruzioni e i massacri mongoli. Ciò che restava della comunità si disperse in gruppi isolati e tentò di sopravvivere quasi mimetizzandosi, sotto la costante minaccia di persecuzione da parte dei musulmani ortodossi.

Nel XV secolo il movimento conobbe una certa ripresa, insediandosi ad Anjudan, nell'Iran centrale. Da qui missionari furono inviati in India ed in Asia centrale. I nuovi convertiti indiani presero il nome di Khoja.

Negli anni '30 del XIX secolo ?asan ?Ali Shah, Imam discendente della lunga successione di Imam ismailiti e nizariti, ricevette il titolo di Aga Khan dallo Scià d'Iran. Costretto a lasciare l'Iran per ragioni politiche, ?asan ?Ali si installò in India. I Khoja dell'India furono così costretti dall'Impero britannico a riconoscerlo come loro Imam, cosa che essi fecero fino all'indipendenza. Attualmente, la comunità ismailita è guidata da Shah Karim al-?usayn, Agha Khan IV (nato nel 1936).

-Note sui Nizariti
Condizionamento psicologico
Come la maggior parte delle sette, che indottrinano i propri adepti attraverso tecniche di persuasione spesso piuttosto dure sia fisicamente che psicologicamente (privazione del sonno, rescissione dei legami con la famiglia), anche i Nizariti utilizzarono tecniche proprie (la promessa di un mondo migliore, la devozione per la guida spirituale), aggiungendovi l'uso di droghe, tra cui l'hashish, ma probabilmente anche vino, oppio e varie solanacee, come il giusquiamo. Si dice che ?asan ibn al-?abba? rapisse coloro che desiderava divenissero suoi adepti - uomini forti e abituati a combattere - facendo loro credere che erano morti e giunti in Paradiso, con l'aiuto di droghe, di una scenografia incantata, di fanciulle bellissime e di grandi quantità di vino. Una volta risvegliati dal torpore, ?asan ibn al-?abba? spiegava loro che ciò che essi credevano un sogno non era stato che un'anticipazione del Paradiso, che era loro garantito se fossero morti per il loro maestro.

La descrizione di questo durevole metodo di condizionamento, che sarebbe stato assai avanzato per l'epoca, viene soprattutto dalla leggenda che sorse attorno ai segreti di Alamut. In Occidente, la pretesa visita di Marco Polo alla fortezza - narrata probabilmente più sulla base della leggenda che per esperienza diretta - è stata a lungo considerata una fonte affidabile. Ma tale visita si svolse nel 1273, quando la fortezza di Alamut era già stata distrutta dalle truppe mongole. E del resto la descrizione della droga usata evoca piuttosto l'alcol o gli oppiacei, che l'hashish, soprattutto per la sindrome da astinenza.

Comunque sia, questo condizionamento psicologico spinto sarebbe stato applicato soltanto ad un numero ridotto di iniziati ( fida?iyyin ), e non alla maggioranza dei fedeli, maschi o femmine che fossero.

Etimologia
Nella tradizione, il termine "assassino", che designa anche la setta, deriverebbe da hashish. In effetti, in arabo "mangiatori di hashish" si dice ?aššašin o ?ašašin (?????????? o ??????). Questa ipotesi etimologica è tuttavia contestata da alcuni arabisti e da alcuni scrittori, come Amin Maalouf che nel suo romanzo Samarcanda ne dà un'etimologia diversa e certamente meno evocatrice, facendolo derivare da asas, che significa "basi, fondamenti".

-I Nizariti nella cultura moderna
La figura dei nizariti è stata inclusa anche recentemente in alcuni videogiochi:
  • Medieval: Total War e il suo sequel Medieval II: Total War: Gli "Assassini" sono una delle unità turche reclutabili. Molto forti, ma anche molto costose e poco numerose, possiedono la capacità di "nascondersi in piena vista".
  • Assassin's Creed: in questo gioco il protagonista fa parte della setta degli Assassini.
Inoltre nel romanzo di Dan Brown, Angeli e Demoni, vi è presente un personaggio facente parte della setta degli "Hashashin".

Tratto da WIKIPEDIA


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